La superiorità militare porta i celti ad espandersi in tutto l'atlante europeo, si insediano nelle Regioni Danubiane, nei Balcani attraversano la penisola ellenica portando guerra e saccheggi, giungono fino in Asia Minore stanziandosi in quell'area che oggi si chiama Galazia e che proprio da Galli ha preso il nome.

La cultura di Latene

Il massimo momento di splendore si registra a partire dal VI sec. a.C. ed è identificato dalla fase culturale detta Lateniana (dal sito archeologico svizzero di La tene), caratterizzata da un artigianato di altissimo livello. A questa fase di benessere corrispondono le spinte migratorie e di espansione militare che in questi secoli vedono la massima estensione delle aree influenzate dalla presenza di popolazioni celtiche.

La cultura di Hallstatt

Prende il nome dalla località Austriaca di Hallstatt, dove sono state scavate più di mille tombe, riferite a comunità che gravitavano intorno alle miniere di sale, materia prima di strategica importanza per la conservazione del cibo. Questa fase della storia dei celti, a partire circa dall'VIII sec. a.C. rappresenta un momento di grande splendore, caratterizzato dall'affermarsi di una classe aristocratica principesca, la cui ricchezza è testimoniata dalle fastose sepolture a tumulo, e dai preziosi corredi, costituiti da manufatti del miglior artigianato locale o importati dal mondo mediterraneo. Sono proprio i commerci, con la colonia greca di Massalia (oggi Marsiglia), e quelli attraverso le alpi con la penisola Italiana, che uniti l'abilità degli artigiani celti nella lavorazione del ferro (soprattutto armi, tale da assicurare il predominio sulle popolazioni concorrenti), che rappresentano la base della ricchezza e del benessere che caratterizza questa fase.

La cultura di Golasecca

Già dal XII sec. a.C. nel Canton Ticino e nelle regioni nord occidentali dell'Italia (Piemonte e Lombardia) si sviluppa una cultura detta di Golasecca, che discende direttamente dalla cultura dei campi di urne. Queste genti parlano una lingua celtica, detta Leponzio, ai leponzi è attribuita la più antica iscrizione in lingua celtica (Iscrizione di Prestino VI sec. a.C.) di tutta l'Europa.

i celti
i celti

L'origine Indoeuropea

Antenati dei celti, sono definiti dagli studiosi Indoeuropei, giunsero nel nostro continente a ondate successive tra il 3.500 e il 1.500 a.C. dalle regioni centrali dell\\\'Asia attraverso il Medio Oriente. Dagli Indoeuropei derivano tra le altre anche le popolazioni germaniche, baltiche, greche, venete e italiche, accomunate ancora oggi da forti analogie linguistiche.

I CELTI

Con il nome di Celti si intende quel insieme di popoli che nel corso del primo millennio a.C. occuparono il cuore dell'Europa, spingendosi tra il V e il IV sec. a.C. nelle isole britanniche, nelle regioni centro settentrionali dell'Italia, nei Balcani e perfino in Asia Minore, portando i loro eserciti in tutti i paesi del Mediterraneo, anche come mercenari, affermando l'immagine di un popolo di grandi guerrieri. Organizzati in tribù più o meno numerose, questi popoli non raggiunsero mai una vera unità politica, anzi erano spesso spesso in lotta tra loro e questo gli impedì di creare un unico grande "impero celtico". Accomunati da affinità linguistiche, culturali e religiose erano noti presso i greci come Keltoi[1] e Galati, mentre presso i latini come Galli e Celtae, Cesare aprendo il De Bello Gallico, fa del termine Galli il sinonimo di Celti.